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In un’aura di genuinità e raffinatezza, in equilibrio fra il fiabesco e l’esclusivo, sorge “La Grangia”. Non un’espressione, oggi fra le più disponibili ad essere manipolate, utilizzate, in questo ambito, ma l’originale denominazione di un casale, “La Grangia”, così inequivocabilmente battezzato dai suoi costruttori a fine ‘700.
Con un passato così remoto e prezioso, fortemente intriso di connotazioni tradizionali, “La Grangia” appare nell’orizzonte della “Valle Sacra”, sulla strada che si inerpica verso Cintano come “involontario” luogo d’arte architettonica e culinaria e risponde alle attese di un target raffinato, possedente un certo gusto per la ritualità di un tempo, che permea ogni ambiente dell’antico podere, dall’iconografia dello stemma alle suppellettili arredanti le stanze.
Nelle due volumetrie armonicamente sfalsate, alcuni ambienti sono dedicati al Bed & Breakfast, e la loro suggestione originaria è assecondata dall’arredamento con mobilio d’epoca, che con stucchevole euritmia si coordina all’architettura rurale pre-esistente.
Le sale invece, paiono ideale supporto per ricevimenti, matrimoni, cerimonie (usufruendo anche di servizi di catering), in osmosi, nelle stagioni estive, con la corte, a contatto con una naturale scenografia canavesana, composta da essenze aromatiche, cespugli odorosi, boschi di castagne...
Eretta fra fine ‘700 ed inizio ‘800 come podere per la coltivazione di foraggio, frumento e allevamento di bestiame “La Grangia” (antico francesismo “Granche”, dal latino Granica, derivazione di Granum = grano) ha subito nel tempo cicliche ristrutturazioni conservative.
La più recente, risalente ai primi anni 2000 ad opera degli attuali proprietari, oscilla tra il determinante impegno nell’individuazione degli elementi originali da mantenere e valorizzare e l’esigenza di permeare questi ultimi con brevi guizzi decorativo/funzionali d’attualità, aventi la prerogativa di aggiornare alle esigenze odierne la fruibilità e la vivibilità degli ambienti.
L’esclusivo intervento ha quindi rivitalizzato le texture e le superfici di un tempo, esaltando i caldi passaggi fra i soffitti a travi ed i legni degli infissi, fra i pavimenti in cotto, i mobili d’epoca ed i tessuti... e, all’esterno, le pietre irregolari a vista. Tutte strutture ed arredi accomunati da una sobria eleganza rurale perfettamente coerente con l’immagine del casale.
Le naturali peculiarità de’ “La Grangia” sono intrinsecamente orientate al Bed & Breakfast...
L’aspirazione degli attuali proprietari, autentici anfitrioni del casale, fu quella di ricostruire il genuino equilibrio nell’atmosfera del luogo, composto non esclusivamente da armonie di masse, ma dal sapore “tattile” dell’arcaica vita del cascinale.
Sia all’interno delle mura di cinta del giardino, che esternamente ad esse, l’ambito è ora ideale per riavvicinarsi ad abitudini emozionali rurali ormai perdute...
...magari fra le sinuose strade bianche, da percorrere in mountain bike..,
...o passeggiando fra i sentieri “single track” che solcano, romantici, colli e anse perimetrali a “La Grangia”.
La sera poi, dopo aver ancora osservato all’imbrunire scorci architettonici di antichi manieri e chiese, dislocati nell’incostante andamento orografico, il tempo è ormai maturo per lasciarsi cullare dal notevole charme delle nostre camere: “Ninfea”, “Margherita” e “Iris”, fino al risveglio, timidamente lambiti dai sottili raggi di sole filtrati dai preziosi tendaggi modanati, come un tempo...
Le quattro camere riservate agli ospiti, ciascuna con servizi annessi, rispettano le caratterizzazioni di tutti gli interni della masseria, tenui, dai riflessi porcellanati, maquillage rustico. Rivelano la volontà del restauro di non far apparire trucco, asettico glamour stucchevole, ma di sposare le originarie capacità di seduzione sottile fatte da preziosi pavimenti in cotto, soffitti con travi originali... Fragranze rustiche che non necessitano di artefatti.
L’arredamento, rigorosamente rispettante gli stilemi originali, è frutto di una laboriosa ricerca effettuata dagli attuali proprietari, dai quali sono stati rinvenuti mobili d’epoca poi minuziosamente rispolverati, restaurati ed integrati nell’arredamento delle varie aree.
Ninfea, situata al primo piano dello stabile, deriva la sua denominazione dal quieto laghetto ornato di ninfee che campeggia in un anfratto del giardino. Preceduta da un ambulacro dal quale si accede alla stanza, è caratterizzata dalle due finestre situate dirimpetto al letto, cui infondono la calda atmosfera della luce solare.
Margherita, complanare alla precedente, prende appellativo dai fiori che adornano i prati naturali in questa zona. È un armonia di volumetrie d’arredo con “profondità” enfatizzate dalla luce asimmetrica proveniente dalla finestra laterale.
Iris, è raggiungibile da una pittoresca scaletta in legno, gode di una sublime vista concessa dall’altezza rilevante. Anch’essa è arredata con la solita convenzionalità compositiva, interessante testimonianza culturale di un’età contadina ormai lontana.
Parimenti, eguale cura è stata rivolta al salone comune riservato agli ospiti per inaugurare la giornata (...con una colazione di tipo classico “continentale”), anch’esso succube della triade ergonomia/luce/calore che evoca emozionalmente un viaggio nella memoria e nell’importanza del passato... ed oggettivamente una parentesi di relax esulante dalla quotidianità odierna.
Raggiungibile dalle stanze attraverso la scaletta in legno, è capace di anticipare le emozioni della giornata che va a cominciare, mediante i mobili finemente incisi, i radiatori modanati... e la splendida vista concessa dalle numerose finestrature che, dalla dominanza del primo piano, sovrastano il paesaggio fabuoloso circostante...
Le prerogative del casale “La Grangia” nelle generose sale miniate, le cui descrizioni meritano superlativi, rendono agevole l’organizzazione di trattenimenti in occasione di varie ricorrenze, festeggiamenti o circostanze quali:
Le sale conviviali, nella loro autenticità, paiono lasciar avvertire il sentore di rustiche serate d’altri tempi fra sodali. Una lezione di sobrietà e buongusto consentita dall’elegante euritmia fra tessuti, mobili, stucchi e scorci di natura grandiosa che appaiono attraverso le finestrature...
I tre vani comunicanti sono appendici del corridoio centrale e possono essere utilizzati durante i ricevimenti nella naturale osmosi fra essi. Esposti in versanti differenti, offrono ciascuno panorami ed ambientazioni diverse.
Il primo, a sviluppo rettangolare, mediante ampie finestrature si affaccia al giardino, miniato di fiori piante e “attrezzi” del passato (un antico carro si scorge fra la vegetazione.., poco distante dall’acqua di uno stagno dove si specchiano candide ninfee). La sua architettura reca attributi rurali realmente riconoscitivi, dall’intonaco che regala piccoli spazi di visibilità alle pietre ed ai mattoni pieni sottostanti, agli antichi interruttori elettrici in terracotta montati su supporto in legno. Meritano menzione i tre dipinti (un’allegoria dedicata alle rose) magistralmente inseriti su di un’anta di una finestra disposta in orizzontale, che fa loro da supporto, sospesa sul caminetto...
Il secondo, dall’aura più racchiusa, con ridotte aperture verso l’esterno è caratterizzato da simulacri di “infernot” accoglienti vini di annate storiche e permea l’ambiente della solidità e protettività del casale...
Il terzo vano, ampio e a pianta rettangolare, è un festival di sobri lampadari rustici, uguali fra loro, situati ad intervalli regolari, ma con cromaticità differenti. La vista è questa volta verso le prealpi, tangibili subito dopo il piazzale antistante, ideale estensione della sala nelle stagioni estive...
Il giardino è un’adeguata debordazione delle aree coperte, prolungamento dello spazio comune verso il paesaggio naturale canavesano, eccellente scenografia per servizi fotografici. Comunica con un’ampia area collinare di proprietà che favorisce lo stabilirsi di numerose specie animali e vegetali di pregio. Condensa profumi, colori e messaggi floreali, che complementano le prerogative delle suggestive salette interne...
Nella stagione estiva due parti di esso (con fondo in mattonelle di cotto e parzialmente in prato), limitrofe alla prima ed alla terza sala, accolgono armoniosamente i tavoli, trasfigurando i ricevimenti in incantevoli e poliedriche emozioni, dove ricercatezza interna e splendore paesaggistico naturale si accorpano conducendo i commensali a sensazioni inesprimibili.
”La Grangia”, in sinergia con gli operatori più rinomati nell’ambito dei servizi di catering e banqueting, coordina alla nobile location il menù più versatile al prestigio dell’evento (privato o aziendale) in sofisticata sintesi armoniosa fra culinaria e natura.
L’elevata professionalità degli operatori, veterani nel settore Banqueting, Catering, Congressi, Convegni, Convention, Meetings, assicura il successo ad ogni Vostra cerimonia o evento, tangibile nella raffinatezza dei prodotti, nella cura dei dettagli, a tavola e a buffet.
Il servizio di consulenza, per l’ideazione e la realizzazione del ricevimento è affidato a valenti conoscitori del settore...
La “Valle Sacra” si trova in Canavese, a meno di 50 km da Torino (A5 Torino-Aosta / uscita S. Giorgio Canavese). Si raggiunge da Castellamonte proseguendo per Castelnuovo Nigra e da Cuorgnè verso Borgiallo. E’ contraddistinta dalla presenza del Monte Calvo (m. 1357) e dalla catena montuosa della Bella Dormiente costituita dai monti Verzel (m. 2407) e Quinzeina (m. 2344), è così chiamata perché il suo suggestivo profilo ricorda quello di una donna supina.
Le costruzioni medioevali di Cintano sorgono su un altopiano di fronte al torrente Piova, sullo sfondo di boschi dal caratteristico aspetto prealpino i cui colori si fondono armoniosamente. Il torrente Piova nasce sulle Alpi Graie dalla punta Verzel, attraversa gran parte della Valle Sacra e nel territorio di Cintano precipita nelle rapide di un angusto e profondo vallone.
Simbolo di Cintano è la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista (secolo XIII), il più antico edificio religioso della Valle Sacra. Raggiungibile facilmente in escursione a piedi o in bicicletta è la Cappella del Malpasso. La leggenda, ancora viva da queste parti, narra come l’ultimo “basilisco” - il mitico mostro che con lo sguardo inceneriva i viandanti - venne ucciso in quel luogo.
SPORT - Per intervento della Comunità Montana Valle Sacra è nata a Cintano la scuola di mountain bike, dove ragazzi dai sette ai diciotto anni hanno a disposizione i percorsi per l’addestramento permanente tecnico specifico per la mountain bike e la palestra per la preparazione fisica.
AREE ATTREZZATE - “Malpasso” - Giunti nell’abitato di Cintano prendere la strada sinistra, a fianco del Municipio, dopo 300 mt. svoltare a sinistra e proseguire per circa 1 km. È dotata di “barbecue”, tavoli e panche, cestini per la raccolta dei rifiuti e servizi igienici. È provvista di cartelli con indicazione del territorio circostante...
IL PERCORSO VITA - Il percorso vita è un tracciato in fondo naturale che attraversa aree boscate e radure e lungo il quale sono presenti attrezzi ginnici il cui utilizzo corretto può contribuire al raggiungimento di una buona preparazione atletica e quindi al miglioramento dello stato fisico...
ESCURSIONI - fra le escursioni consigliabili quella da Pian delle Nere al rifugio Fornetto e alla Punta Verzel (2407 mt)...
CERAMICA. La presenza sulle colline di Castellamonte di un’ottima argilla facilmente estraibile ha consentito lo sviluppo di una lunga tradizione nell’arte vasaria per la produzione di stoviglieria popolare, di rivestimenti refrattari, di piccoli e grandi oggetti di uso comune.
La mostra, unica nel suo genere, espone le opere degli artisti ceramisti, sia di Castellamonte che di altre zone d’Italia...
SALAMPATATA. È un prodotto tipico notissimo del Canavese, che in origine consentiva di ottimizzare la resa di pancetta, guanciale e rifili di carne suina magra e macinate mescolando all’impasto uguali quantità di patate bollite. E’ ottimo crudo su crostini di pane, in frittata o al forno.., non oltre una settimana di stagionatura. È prodotto esclusivamente nel territorio Canavesano, tipicamente nella stagione autunnale ed invernale.
FORMAGGI. Tipiche varie tipologie di tome d’alpeggio, tome alle erbe, tomini fatti con latte vaccino o con latte di capra.
VINI. Cintano è una delle zone DOC del “Canavese” rosso (ideale con carni rosse e salumi), del ”Canavese” rosato (si abbina ai primi piatti e ai formaggi), del ”Canavese” bianco (si accompagna bene con i primi piatti e il pesce), del ”Canavese” Nebbiolo (eccellente con la cacciagione e i formaggi stagionati) e del ”Canavese” barbera (ottimo con carni rosse, salumi e formaggi stagionati)...
La Provincia di Torino ha sostenuto negli ultimi anni lo sviluppo dei servizi ricettivi extra - alberghieri, ed in particolare del modello rappresentato dai “Bed & Breakfast”. In tale ottica è stato istituito il “Marchio collettivo della qualità dei B&B della Provincia di Torino” con l’obiettivo di selezionare, garantire ed accompagnare le strutture nella ricerca di un continuo miglioramento dell’accoglienza, mettendo in risalto le qualità dei servizi a disposizione degli ospiti e consentendo ai Bed & Breakfast che aderiscono di essere identificati come strutture di eccellenza. L’adesione al Marchio della qualità, ovvero ad un sistema d’identificazione e valutazione degli elementi indicanti la qualità dell’accoglienza in una struttura B&B, è volontaria e prevede il possesso di una serie di requisiti relativi a: ACCOGLIENZA intesa come insieme di attenzioni e cure rivolte all’ospite; TUTELA intesa come tutti quegli elementi che possano garantire l’incolumità fisica dell’ospite durante la sua permanenza; AMBIENTE inteso come tutte quelle attenzioni che il gestore del B&B può mettere in campo al fine di contribuire al miglioramento del territorio e quindi in modo indiretto al grado di attrazione da questo esercitato nei confronti dell’ospite.
La Grangia è uno dei pochissimi Bed & Breakfast a 4 stelle in Piemonte
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